Di quello che mi accadeva non
riuscivo a fare una sintesi.
Gente va via, altra arriva. Dove?
Nel giardino degli sguardi. Il "turnover" relazionale, quello che permette di
renderti conto delle “comparse” e dei “protagonisti” in scena sul palco dei
tuoi sentimenti.
Il copione? Ripetuto e
ripetitivo. Per qualcuno che ti esce dal cuore sai che forse ci entrerà un
altro, hai una fottuta paura di lasciarlo vuoto e così personaggi si alternano,
in ruoli che non differiscono.
Per me era tutt’altro.
Avevo lasciato il cuore a
maggese. A riposare, come i campi lasciati senza coltivazione, per tenerli
puliti e al tempo stesso mossi in superficie. Non sapevo quanto sarebbe durato
il mio maggese ma era la sensazione più bella, la leggerezza che subentrava a
un cuore che per troppo tempo si era sentito pesante.
La convalescenza dell’animo ha
bisogno di un terreno libero che nel frattempo si prepari ad accogliere il
raccolto migliore della tua esistenza o forse, semplicemente, che “costringa” a vivere più degnamente la siccità e le impetuose grandinate.

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