Ho sempre dovuto prendermi delle grandi pause di riflessione ogni
qualvolta mi veniva voglia di scrivere su questo argomento di grande attualità,
troppa gente potrebbe sentirsi chiamata in causa ma io sono solo una vittima della
scientificità e dunque del metodo induttivo!
Domanda: “Ciao, ti va di venire a casa a cena?”
Risposta: “No, mi sento troppo male, ho 52 di febbre”.
E qui t’immagini che il soggetto stia per essere saldato nella
bara!
Domanda: “Hei, che ne dici di prenderci un caffè alle 17?”
Risposta: “No, guarda devo studiare 54 libri per l’esame”
E qui t’immagini il soggetto alla prima elementare con le
evidenti incapacità di calcolo, può darsi che 54 pagine lievitino a 54 libri!
Domanda: “Che ne dici se quest’estate ci facciamo un week end
a Praga?”
Risposta: “Mi piacerebbe tanto ma non ho nemmeno un centesimo”.
E qui t’immagini il soggetto in questione a pranzo alla
caritas quando tutto il mondo sa benissimo che va a puttane/gigolò
costantemente!
Avete appena letto le tre scuse più gettonate per mandarvi a
cagare, quelle che utilizzano la malattia, l’impegno stoico e la povertà come “conditio
sine qua non” per esistere: perennemente morti, perennemente incasinati, perennemente poveri! Ma quanta infinita tristezza: dico io, almeno ogni
tanto rendetevi originali e sfornate fregnacce alternative, che ne so…mi è
esploso lo smartphone e son depresso, mi è morto il pesciolino nell’ampolla, ho
perso un euro al gratta e vinci e non saprò come campare! Mi rendo conto che
gli esempi riportati siano più assimilabili al concetto di “scusa” ma tra la
scusa e la bugia il confine è labile e sottile. Una scusa sottointende “quasi”sempre una bugia. Diciamo che se la si
sa prendere con filosofia uno si fa anche delle grandi risate, in fin dei conti
il “cazzaro seriale” è anche un individuo ripetitivo, scarsamente mnemonico,
per cui raramente avrà il ricordo delle stronzate dette tempo addietro e ve le
riproporrà sovente, ogni volta stupendosi esso stesso di cotanta genialità! Parlo ironicamente perché l’ironia è
fondamentale per alleggerire un argomento che è, sostanzialmente, pesante.
Ho, purtroppo, conosciuto
mentitori più o meno abili, assolutamente convincenti, le cui menzogne non si sono limitate a scuse ma a vere e proprie
storie basate su tempi, luoghi e persone. Affascinati, per altro. Ma il quesito
che mi sono sempre posta è il seguente: sono consapevoli o inconsapevoli,
consci o inconsci di ciò che stanno narrando? La dicotomia mi suggerisce solo
due strade, senza vie di mezzo né sfumature: la strada della stronzaggine e la
strada della patologia. I mentitori “stronzi” sono consapevoli, questi sono
quelli che mi fanno più rabbia. I mentitori patologici, quelli apparentemente
inconsapevoli, mi fanno un’enorme tristezza. In entrambi i casi la sostanza non
cambia: vivono di bugie e tu ti trovi coinvolto in un vortice ingestibile. Non
è affatto semplice difendersi dal “cazzaro seriale”, il quale in ogni caso
negherebbe persino l’evidenza. Se si vuole continuare ad avvalersi della sua
presenza il consiglio è quello di fare una sorta di media delle cazzate dette,
non si sa mai che ne venga fuori qualcosa di vagamente simile al vero. Ma il
consiglio più grande è quello di tener presente che chi mente anche solo una
volta sarà in grado di rifarlo e rifarlo e rifarlo ancora. Per cui sta a voi
scegliere: se siete un po’ cazzari non avrete problemi a convivere con un altro
cazzaro, se siete paladini della giustizia concedetevi il lusso di “sfanculare”
il menzognere.
Ognuno ha diritto a circondarsi di brandelli di verità e
ricordate: chi ci fa può sempre non farci ma chi ci è….non può non esserci!


