IL DOLORE
Capita che rileggendo ciò che scrivo, dopo un po’ di tempo,
io avverta subitaneamente e lucidamente ciò che mi muoveva nella scrittura nel
preciso istante in cui mettevo nero su bianco. In sostanza trovo sempre più
introspettivi e più consoni alla mia persona quei post dettati dalla sofferenza
e dal dolore. E non sono pochi! Le cose scritte nella “normalità” o nei momenti
di calma mi sembrano banali! Sarà che essere allegri è banale, il più delle
volte. E poi non è vero che c ‘è troppo dolore in me, credo ce ne sia troppo
poco in voi! Per quanto, effettivamente, io sia la persona meno adatta alle vie
di mezzo credo che comunque star male il giusto, per qualcosa o per qualcuno,
serva. E, di sicuro, mi hanno lasciato di più Ugo Foscolo o Giacomo Leopardi
di un demenziale Federico Moccia!
“L'uomo dovrebbe
imparare ad affrontare il dolore perché non è tutto da gettare via. C'è un
dolore che tormenta e uno che matura. Un dolore che distrugge e un altro che
avvisa per tempo di ciò che occorre fare.” (Romano Battaglia)
LA TENEREZZA
Alcune notti fa ho fatto uno strano sogno. In realtà
mi sembrava fosse un sogno lucido. In ogni caso precedeva il mio risveglio, per
cui difficile venisse perduto con l’avanzare della giornata. Non ricordo bene
dove mi trovassi ma all’improvviso, di fronte a me, vedevo tanti piccoli conigli,
bianchi, neri e pezzati! Mi venivano incontro e li prendevo tra le mie braccia.
No, il giorno prima non avevo pensato a Camilla, la coniglietta nana che avevo
anni fa, pelo rosso e occhi blu cobalto. Però l’associazione è stata immediata
e così subito mi è tornato alla mente quando la accarezzavo e mi spappolava il cuore di
tenerezza. Spulciando, poi, su google alla voce “Significato del sognare
conigli” (sono una psicologa che non sa analizzare i sogni!) ho avuto la conferma che nel mondo onirico essi rappresentano una
richiesta/desiderio di tenerezza. E riflettendo sulla mia attuale esistenza è
quanto di più consono: quello che mi manca…è la tenerezza, l'altrui tenerezza.
“Chi non ha veduto
accendersi in un occhio limpido il fulgore della prima tenerezza non sa la più
alta delle felicità umane. Dopo, nessun altro attimo di gioia eguaglierà
quell'attimo”. (Gabriele D’Annunzio)
L’IDIOSINCRASIA
Il genere umano mi ha stancata e non ne conosco
altri, di generi…purtroppo! Le specie animali non mi sono concesse (per ora!),
a parte i miei amici pesci! Così, a volte, capita che dopo due giornate tra gli
esseri umani io debba starmene dieci giorni per fatti miei, per
disintossicarmi! Da cosa? Dalle minchiate che dite, dalle stronzate che NON
fate, dalle posizioni e dagli impegni che non prendete. E lo so, ho scoperto l’acqua
calda! E io voglio presenza e voi mi date assenza. E io voglio concretezza e
voi mi date aleatorietà. E io voglio intelligenza e voi mi date stupidità!
Credo che dopo che uno passi giorni e giorni in questo circo (con tutto il
rispetto per i circhi!), la sopravvivenza sia legata ad un solo movente: la solitudine. Perché si:
beata solitudo, sola beatitudo!
“Il parlare è
spesso un tormento per me e ho bisogno di molti giorni di silenzio per
ricoverarmi dalla futilità delle parole” (Carl Gustav Jung)