sabato 28 settembre 2013

Col cuore a maggese.

Di quello che mi accadeva non riuscivo a fare una sintesi.

Gente va via, altra arriva. Dove? Nel giardino degli sguardi. Il "turnover" relazionale, quello che permette di renderti conto delle “comparse” e dei “protagonisti” in scena sul palco dei tuoi sentimenti.
Il copione? Ripetuto e ripetitivo. Per qualcuno che ti esce dal cuore sai che forse ci entrerà un altro, hai una fottuta paura di lasciarlo vuoto e così personaggi si alternano, in ruoli che non differiscono.

Per me era tutt’altro.

Avevo lasciato il cuore a maggese. A riposare, come i campi lasciati senza coltivazione, per tenerli puliti e al tempo stesso mossi in superficie. Non sapevo quanto sarebbe durato il mio maggese ma era la sensazione più bella, la leggerezza che subentrava a un cuore che per troppo tempo si era sentito pesante.

La convalescenza dell’animo ha bisogno di un terreno libero che nel frattempo si prepari ad accogliere il raccolto migliore della tua esistenza o forse, semplicemente, che “costringa” a vivere più degnamente la siccità e le impetuose grandinate.



martedì 24 settembre 2013

Il dolore, la tenerezza e l'idiosincrasia.

IL DOLORE
Capita che rileggendo ciò che scrivo, dopo un po’ di tempo, io avverta subitaneamente e lucidamente ciò che mi muoveva nella scrittura nel preciso istante in cui mettevo nero su bianco. In sostanza trovo sempre più introspettivi e più consoni alla mia persona quei post dettati dalla sofferenza e dal dolore. E non sono pochi! Le cose scritte nella “normalità” o nei momenti di calma mi sembrano banali! Sarà che essere allegri è banale, il più delle volte. E poi non è vero che c ‘è troppo dolore in me, credo ce ne sia troppo poco in voi! Per quanto, effettivamente, io sia la persona meno adatta alle vie di mezzo credo che comunque star male il giusto, per qualcosa o per qualcuno, serva. E, di sicuro, mi hanno lasciato di più Ugo Foscolo o Giacomo Leopardi di un demenziale Federico Moccia!

“L'uomo dovrebbe imparare ad affrontare il dolore perché non è tutto da gettare via. C'è un dolore che tormenta e uno che matura. Un dolore che distrugge e un altro che avvisa per tempo di ciò che occorre fare.” (Romano Battaglia)

LA TENEREZZA
Alcune notti fa ho fatto uno strano sogno. In realtà mi sembrava fosse un sogno lucido. In ogni caso precedeva il mio risveglio, per cui difficile venisse perduto con l’avanzare della giornata. Non ricordo bene dove mi trovassi ma all’improvviso, di fronte a me, vedevo tanti piccoli conigli, bianchi, neri e pezzati! Mi venivano incontro e li prendevo tra le mie braccia. No, il giorno prima non avevo pensato a Camilla, la coniglietta nana che avevo anni fa, pelo rosso e occhi blu cobalto. Però l’associazione è stata immediata e così subito mi è tornato alla mente quando la accarezzavo e mi spappolava il cuore di tenerezza. Spulciando, poi, su google alla voce “Significato del sognare conigli” (sono una psicologa che non sa analizzare i sogni!) ho avuto la conferma che nel mondo onirico essi rappresentano una richiesta/desiderio di tenerezza. E riflettendo sulla mia attuale esistenza è quanto di più consono: quello che mi manca…è la tenerezza, l'altrui tenerezza.

“Chi non ha veduto accendersi in un occhio limpido il fulgore della prima tenerezza non sa la più alta delle felicità umane. Dopo, nessun altro attimo di gioia eguaglierà quell'attimo”. (Gabriele D’Annunzio)

L’IDIOSINCRASIA
Il genere umano mi ha stancata e non ne conosco altri, di generi…purtroppo! Le specie animali non mi sono concesse (per ora!), a parte i miei amici pesci! Così, a volte, capita che dopo due giornate tra gli esseri umani io debba starmene dieci giorni per fatti miei, per disintossicarmi! Da cosa? Dalle minchiate che dite, dalle stronzate che NON fate, dalle posizioni e dagli impegni che non prendete. E lo so, ho scoperto l’acqua calda! E io voglio presenza e voi mi date assenza. E io voglio concretezza e voi mi date aleatorietà. E io voglio intelligenza e voi mi date stupidità! Credo che dopo che uno passi giorni e giorni in questo circo (con tutto il rispetto per i circhi!), la sopravvivenza sia legata ad un solo movente: la solitudine. Perché si: beata solitudo, sola beatitudo!


“Il parlare è spesso un tormento per me e ho bisogno di molti giorni di silenzio per ricoverarmi dalla futilità delle parole” (Carl Gustav Jung)



sabato 21 settembre 2013

Incipit d'autunno.

Era autunno e non cadevano le foglie.
Toccava aspettare.
Niente di più certo del susseguirsi delle stagioni,
le poche costanti che la vita offre.

Tutto torna, almeno nella forma.
Sostanze immutate, forse si o forse no:
i cuori che non avevi non li avrai.


La follia nel vento ha qualcosa da dire…


martedì 17 settembre 2013

Una sera che mi ascoltavo...

Frammenti
succulenti frammenti.
Ascoltavo Disintegration.
Mi  ardeva rabbia, mi ardeva impulso.

La labilità di ritmi circadiani tutti miei,
l’inconsistenza di disordinati pensieri.
Guardavo spigoli nel soffitto,
proiezioni ortogonali di spigoli dell’animo.

Immobili i miei pesci nella vasca,
pericoloso stand-by.
Riascoltavo Disintegration,
si placava la rabbia, si placava l’impulso.

Una notte mi attendeva,
fatta di stelle invisibili, di momenti invivibili.
Ero sempre io nel mio altalenare.
Ero sempre io fatta di oscuri momenti  e leggiadri godimenti.


Io, come una tenera e cupa sonorità anni ’80.


domenica 15 settembre 2013

Perché ti vesti sempre di nero?!

Perché ti vesti sempre di nero?!”

E’ la domanda che più sovente mi è stata rivolta, o per lo meno un tempo era una costante della mia vita. Non che ora non mi venga posta ma a certe “ossessioni” ci fai l’occhio, a certe ossessioni c’hanno fatto l’occhio!

Ammetto che è divertente, soprattutto non sapere dare una risposta appropriata lo è. Ma come faccio a spiegare perché vesto sempre di nero? Non si può. E così di fronte alle mie mancate risposte accade di tutto. Gente che mi propone interpretazioni psicoanalitiche da quattro soldi, altri che mi parlano della pericolosità del satanismo, mio zio che mi chiama Dracula, qualche amico che mi chiama “donna triste”!

Volete che vi parli dell’eleganza del colore nero? Banale.

Volete che vi dica che ascolto la darkwave? Banale.

Volete che ammetta che il nero snellisce? Banale.

Volete che riconosca che il nero camuffa gli aloni di sudore sotto alle ascelle? Banale.

Tralasciando qualsivoglia discussione su tristezza & co. ,la verità è semplice.


La verità è che….




                                IL NERO E' UN COLORE COSì ALLEGRO!

venerdì 13 settembre 2013

Tranquilli, esisto ancora!

C’è un’ossessione che mi assale di notte ed è quella di scrivere di persone, di luoghi, di incontri. Forse è la stessa ossessione con cui tu, lettore sporadico o ripetitivo, ti accingi sovente a leggere queste mie ridondanti “stronzate”. E magari linki le mie pagine ai tuoi amici, alle tue fidanzate: grazie per la pubblicità!
Ma almeno io mi paleso nei miei deliri, nelle mie esternazioni. Tu, invece, te ne stai nell’anonimato del lettore passivo come un prete assonnato dietro il confessionale!
 Per molti, forse, questo è solo un modo per sapere se vivo ancora, ma fossi in voi non ne sarei certa. Credo che anche nei mondi paralleli esista la connessione internet, per cui potrei anche  essere morta! Vi piacerebbe eh?! Ma sapete…c’è un modo migliore per sapere se esisto o meno e non è di certo questo! Si chiama concretezza, si chiama “ricerca”, si chiama presenza.


La vita al di là di uno schermo vi deve fare molta paura ma sapere di avere dei “followers” fissi mi fa comunque sorridere. In ogni caso, followers in carne ed ossa dove siete?! Forse, effettivamente, di voi non posso dire se esistiate o meno! Per quanto riguarda me vi volevo rassicurare dicendovi che, ahimè, sono ancora su questa terra e che ancora scriverò di voi, nel bene e nel male! Di qualcuno sicuramente non scriverò più e mi dispiacerà per il suo ego ma…ubi maior minor cessat!
A coloro i quali ho dedicato troppe pagine di questo blog, ho dato importanza che supera di gran lunga quella che meritano ma fa comunque piacere sapere che codeste persone si “aggiornino” sulla mia vita!

Tranquilli, sopravvivo. Se, invece, voi per sopravvivere dovete continuare a leggermi…fatevi due domandine!
Baci & abbracci.