martedì 17 settembre 2013

Una sera che mi ascoltavo...

Frammenti
succulenti frammenti.
Ascoltavo Disintegration.
Mi  ardeva rabbia, mi ardeva impulso.

La labilità di ritmi circadiani tutti miei,
l’inconsistenza di disordinati pensieri.
Guardavo spigoli nel soffitto,
proiezioni ortogonali di spigoli dell’animo.

Immobili i miei pesci nella vasca,
pericoloso stand-by.
Riascoltavo Disintegration,
si placava la rabbia, si placava l’impulso.

Una notte mi attendeva,
fatta di stelle invisibili, di momenti invivibili.
Ero sempre io nel mio altalenare.
Ero sempre io fatta di oscuri momenti  e leggiadri godimenti.


Io, come una tenera e cupa sonorità anni ’80.


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