Qualsiasi viaggio tu faccia, ovunque tu lo faccia, con
chiunque tu lo faccia,
sai che la valigia al ritorno è sempre più pesante.
Pesa di panni sporchi, che da puliti erano tutti ben
piegati; ora, invece, buttati alla rinfusa fanno volume.
Pesa di acquisti, di roba comprata per sé stessi, per
qualcun altro, per nessuno.
Pesa di ricordi che non riesci a comprimere. Vorresti, ma non
basta sedersi sopra con tutto il tuo corpo.
Come pesano i ricordi, inquantificabile mole, potresti
svuotare la valigia di tutto ciò che di concreto e tangibile c’è che non
sarebbe affatto più leggera.
E’ la valigia che ti porti dentro, racchiude facce, sguardi,
strade, piazze, respiri: te li sei portati e riportati appresso come anima in pena;
quando riempi, quando svuoti, stanno lì.
Ed è sempre e solo questione di addizione, mai e poi mai di
sottrazione!
Ti ritrovi sempre ad aggiungere e mai a togliere ed il bello
è che il “contenitore contiene”, si
gonfia come fiume in piena ma non straripa.
Qualsiasi viaggio tu faccia, ovunque tu lo faccia, con
chiunque tu lo faccia,
sai che la valigia al ritorno è sempre più pesante.
Ma poi cosa è ‘sta valigia?!
Spazio sconfinato, delimitato dal nulla,
immagine mentale, anima ingombrante ed ingombrata.
Pesa.
E sto.
