martedì 29 aprile 2014

La valigia

Qualsiasi viaggio tu faccia, ovunque tu lo faccia, con chiunque tu lo faccia,
sai che la valigia al ritorno è sempre più pesante.
Pesa di panni sporchi, che da puliti erano tutti ben piegati; ora, invece, buttati alla rinfusa fanno volume.
Pesa di acquisti, di roba comprata per sé stessi, per qualcun altro, per nessuno.
Pesa di ricordi che non riesci a comprimere. Vorresti, ma non basta sedersi sopra con tutto il tuo corpo.

Come pesano i ricordi, inquantificabile mole, potresti svuotare la valigia di tutto ciò che di concreto e tangibile c’è che non sarebbe affatto più leggera.
E’ la valigia che ti porti dentro, racchiude facce, sguardi, strade, piazze, respiri: te li sei portati e riportati appresso come anima in pena; quando riempi, quando svuoti, stanno lì.
Ed è sempre e solo questione di addizione, mai e poi mai di sottrazione!
Ti ritrovi sempre ad aggiungere e mai a togliere ed il bello è che il “contenitore contiene”,  si gonfia come fiume in piena ma non straripa.

Qualsiasi viaggio tu faccia, ovunque tu lo faccia, con chiunque tu lo faccia,
sai che la valigia al ritorno è sempre più pesante.
Ma poi cosa è ‘sta valigia?!
Spazio sconfinato, delimitato dal nulla, immagine mentale, anima ingombrante ed ingombrata.
Pesa.

E sto.