C’era una
volta un tale.
“Io sento il
tuo dolore”, diceva.
“Io ti
porterò sempre dentro”, diceva.
Tutto questo
lo consumava, ahimè! Tutto questo lo rattristava, ahimè!
Ok, ora mi
libero della poeticità, subentra la modalità “scaricatore di porto”! Spiegami,
mio caro tale: “Ma come cazzo fai a sentire il dolore della gente se di quella
gente te ne sei voluto liberare?!”. “Ma come cazzo fai a portarti dentro le
persone quando le persone, per te, scadono come il latte del banco frigo…dopo
mezza giornata!”.
Fottuto
genio: io non sento la tua genialità, io
non la porterò sempre dentro, non mi consumerà e non mi rattristerà! La tua non
è genialità di CUORE, è la genialità dell’opportunismo, di chi si salva la
faccia, di chi non ammette che ci sono cose che muoiono…perché le ha fatte morire egli stesso!
E siccome
passi per queste mie pagine sovente ( dovresti evitare, potrebbe essere troppo DOLOROSO!), dilettandoti nella lettura , nelle mie
letture, beh sappi che se c’è uno che sente l’altrui dolore quello non sei di
certo tu, tutt’al più Gesù Cristo! Ed io non sapevo di aver avuto a che fare
con lui!!!
Anaffettivi
cronici.
Empatici inconsistenti.
Difettati
multipli.
That’s all folks!
