Ognuno ha, in me, una
canzone triste: in sé, di sé, per sé.
Ci sono persone e per
ognuna di esse io possiedo una canzone.
Una canzone triste,
che mi ricordi di volti, di
gesti, di parole:
triste.
Che mi riporti in
luoghi e tempi che furono e non saranno:
triste.
Che funga da dolore e
da splendore, da richiamo e da distanza:
triste.
Che mi liberi e mi
riempia, che mi uccida e mi resusciti:
triste.
Prova a pensare a
qualcuno senza sentirne le note caratteristiche,
saprai che è come non
percepirne l’esistenza.
Di quelle persone, ormai assenti, perché di mero passaggio,
io non ricordo che
note tristi,
e nella tristezza io
so che son più vive dei vivi,
e le sento così
e me le immagino così
tra quelle note
decadenti...
E nulla mi rende più
felice del viverle nella tristezza delle melodie che mi han lasciato,
che mi han suggerito
e che forse…non mi
hanno mai restituito.

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